21 ottobre 2017

Referendum inutile e dispendioso

E’ un Referendum consultivo senza incidenza concreta sull’autonomia.
Da lunedì, se vincerà il SI e sarà alta l’affluenza alle urne…  non cambierà nulla !!!
Infatti le competenze delle Regioni sono già definite dall’art. 116 della Costituzione.
Cosa poteva fare Maroni? 
Evitare la consultazione facendo un lavoro serio, come aveva iniziato a fare Formigoni prima di lui, invece di alzare polvere sulla possibilità di trattenere in Lombardia i soldi delle tasse a pochi mesi dalle elezioni.
Precisiamo che la propaganda di Maroni costerà alle tasche dei lombardi 55 milioni di euro (ricordiamo che per la Sanità vengono spesi  48 milioni !!! all’anno)
Per cosa?   Per una questione legata alla campagna elettorale.  
Ci dispiace leggere che il Gruppo Sulbiate Insieme ha dato indicazioni per il  SI e lo ha fatto  illudendo i sulbiatesi sugli effetti del voto, parlando di risparmi, di soldi che arriveranno alla Regione e dicendo il falso sul Comitato dei Sindaci del PD, lasciando intendere che detto comitato rappresenta tutti i Sindaci. E’ nato un Comitato per il SI alla vera Autonomia.   Ciò aiuta solo ad alzare il polverone….non a fare chiarezza !
Riportiamo quanto apparso sul GIORNO in luglio 2017 a proposito della presentazione del Comitato per il Sì al referendum per l’autonomia
«Un sì diverso. Un Sì che ha contenuti e che, a differenza di quello proposto da Maroni, è fattibile». È «un’operazione verità» del centrosinistra, come l’hanno definita ieri il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, per presentare il Comitato per il Sì al referendum per l’autonomia, rispetto alla consultazione indetta dal governatore leghista Roberto Maroni sostenuta da centrodestra e M5S. «Abbiamo deciso di dar vita a questo comitato - ha spiegato Gori - perché riteniamo sia importante fare campagna per i veri motivi per cui i cittadini lombardi saranno chiamati a esprimersi il 22 ottobre». Non più soldi alla Lombardia, come sostiene Maroni, ma «maggiori responsabilità» a partire da due materie: ambiente e ricerca per l’innovazione tecnologica.

Il sindaco di Bergamo, capofila dell’operazione, ha sostenuto che il Comitato è un’iniziativa «senza simboli di partito» aperta «anche a chi rappresenta partiti politici diversi». Un Sì diverso, ha sottolineato Sala, «perché ciò che propaganda Maroni altro non è che quel secessionismo già proposto dalla Lega Nord, irrealizzabile, al quale siamo assolutamente contrari». Dunque ambiente e innovazioni tecnologiche, perché «è giusto che sia l’ente regionale a decidere sui finanziamenti». Per quanto riguarda l’idea di rendere la Lombardia una regione a statuto
autonomo «non soltanto è un errore, ma è un’ipotesi del tutto irrealizzabile».

Un tema che i sindaci Pd considerano mero strumento di propaganda.

Infine una precisazione.
Il Referendum è consultivo, differente quindi da quelli abrogrativi e ben diverso dalle consultazioni elettorali, che sono diritto-dovere di ogni cittadino.  In questo caso ha senso non andare a votare  per dire che, per noi, l’Autonomia è altra cosa!
E la vogliamo costruire seriamente.

20 ottobre 2017

Referendum e federalismo differenziato. L’impegno del PD

Il documento del Partito Democratico Lombardia sul referendum per l’autonomia rafforzata in programma in Lombardia il 22 ottobre 2017.

L’indizione del referendum sul federalismo differenziato è l’atto con il quale si chiude la legislatura di Roberto Maroni, caratterizzata da tante inchieste giudiziarie e da pochissimi risultati. Iniziata con la solenne promessa di trattenere sul territorio almeno il 75% delle tasse pagate dai cittadini lombardi, terminerà a quattro mesi dal voto con un costoso e inutile referendum consultivo. Dopo cinque anni Maroni non solo non manterrà la promessa, ma sprecherà di sicuro 50 milioni di euro. Un vero fallimento politico e amministrativo.

In questo contesto è bene ricordare che il federalismo differenziato è stato inserito in Costituzione dal centrosinistra nel 2001. Come PD, abbiamo da sempre sostenuto la possibilità per le Regioni in equilibrio di bilancio di vedersi riconosciute competenze aggiuntive accompagnate da adeguate risorse, così da valorizzare le vocazioni e le specificità di ciascun territorio, mantenendo fermi come valori indiscutibili l’unità nazionale e la solidarietà dei territori.

18 ottobre 2017

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA


Sabato 14 Ottobre 2017

Viola non c’è
Dieci anni fa nasceva il PD. Ricordo quell’assemblea alla nuova Fiera di Milano carica di speranze. Ci andai in compagnia di Maria Luisa Cassanmagnago, mia illustre concittadina purtroppo scomparsa da qualche anno. Già in questo si manifestava l’incontro tra culture diverse, non distanti. Con noi c’erano moltissimi giovani. Ad una di loro, Viola, toccò di introdurre dal grande palco la giornata raccontando non senza emozione le attese di una generazione allora da poco maggiorenne. All’odierna celebrazione di compleanno mancheranno molti padri nobili. Ma mancherà soprattutto lei, Viola, da tempo purtroppo disillusa. Certo, nel frattempo altri giovani si sono avvicinati raccogliendone il testimone. Questo non basta a spiegare le ragioni di quell’abbandono, sulle quali bisogna riflettere, se non altro per evitare che tornino a ripetersi.

La settimana in Regione
L’attività regionale è ridotta al minimo in questi ultimi giorni di campagna referendaria. Tuttavia dalle commissioni sono stati licenziati due provvedimenti legislativi che a breve approderanno in aula: il primo in tema di interventi di assistenza alle vittime del terrorismo, il secondo sull’introduzione di clausole sociali all’interno dei bandi regionali. Tornerò su entrambe le misure in occasione della prossima seduta di approvazione, prevista per il 24 ottobre. Voglio però segnalare un fatto, sfuggito anche ai solitamente solerti censori della stampa locale. La votazione del primo progetto di legge ha visto l’assenza del gruppo dei 5 Stelle. Non per scelta politica di dissenso, ma perché quel giorno tutta la pattuglia pentastellata lombarda ha preferito andare in gita a Roma per partecipare ad una manifestazione di protesta fuori da Montecitorio contro la legge elettorale. Questi signori, sempre pronti a fare la morale agli altri, si sono scordati di esser pagati dai cittadini lombardi anzitutto per lavorare a Palazzo Pirelli: la propaganda del loro Movimento dovrebbe venire dopo.

17 ottobre 2017

Ecco come si risparmia sul treno

Italo-Frecciarossa, la guerra dei prezzi
L'algoritmo, più o meno, è lo stesso sia per Trenitalia che per Ntv: sistemi automatici che nello stabilire i prezzi dei biglietti tengono conto della domanda e dell'offerta. Così per i treni in cui c'è meno richiesta, il prezzo sarà più basso perché ci saranno più biglietti disponibili. Mentre per quelli nelle ore di punta, o nei weekend, il costo aumenta con il calare dei posti e delle offerte disponibili. Ma quando conviene viaggiare sui treni dell'alta velocità? Ci sono giorni o orari migliori? E soprattutto, è vero che i prezzi da quando alle Frecce si sono affiancati gli Italo sono diminuiti?

Le fake news sul referendum: facciamo chiarezza



16 ottobre 2017

NEWSLETTER QUINDICESIMO PIANO

Newsletter 162 / ottobre 2017
Settimana insolitamente calda per la stagione a causa dell'anticiclone, ma anche per le discussioni sorte intorno alla legge elettorale nazionale in esame al Parlamento. D'altra parte una soluzione andava trovata per "chiudere ordinatamente la legislatura" e per affrontare il turno elettorale che, per le politiche e le regionali, con ogni probabilità, verrà fissato nella prima metà del prossimo marzo.
Ma prima in Lombardia, a fare da traino, è stato indetto il referendum e per promuoverlo adeguatamente la maggioranza ha deciso di fermare tutto il resto: niente sedute di Consiglio in ottobre e la prossima settimana niente commissioni.
Maroni si aggira nei corridoi preoccupato per un esito che non sembra più tanto scontato.
Vinceranno sicuramente i Sì, ma la partita si gioca tutta sulla percentuale di partecipazione dei lombardi e le notizie non sembrano essere un granché buone.
Eccolo allora moltiplicare le energie e gli sforzi: più pubblicità, più manifesti giganti, più convegni, più soldi e... più bugie.
Poi la parola passerà ai cittadini che, francamente, potrebbero essere stanchi a ragione di essere presi in giro per le promesse mai mantenute.

15 ottobre 2017

a Palermo un convegno su Giorgio La Pira

Spes contra Spem
   
In occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Giorgio La Pira, il 13 e il 14 ottobre 2017, è in programma a Palermo il IV Convegno nazionale dal titolo “Spes contra spem 4”. L’incontro, organizzato dal Comune del capoluogo siciliano e dalla Fondazione Giorgio La Pira si propone di far conoscere e attualizzare i valori a cui il politico e il docente nato a Pozzallo si è ispirato. Tra le diverse associazioni nazionali e locali che aderiscono, anche l'Istituto Arrupe di Palermo, partner di Aggiornamenti Sociali.